LETTERA APERTA ai Cittadini di Perdifumo: Elezioni 2021 – È opportuno voltare pagina?

Tra pochi mesi, i Cittadini residenti nel Comune di Perdifumo saranno chiamati a scegliere il gruppo che rappresenterà e che dovrà curare gli interessi della collettività, ovvero coloro che avranno l’onore (e l’onere) di amministrare il bene pubblico.

Essendo anche io residente di Perdifumo, ho iniziato da un po’ di tempo a pormi la domanda “quale è il modo migliore di scegliere a chi affidare tale compito?”.

Purtroppo, mi sono subito ritrovato nella situazione di dover capire cosa io intendessi per “migliore”: intendevo forse il “meno peggio”?; Oppure con migliore intendevo il “più accreditato”?; Il più “conosciuto”? ; il più “conveniente”?; Il più titolato? O magari quello che potenzialmente poteva dare “meno fastidio” ?

Non riuscendo a decidere quale definizione di migliore fosse più consona alla situazione, ho scelto di analizzare in dettaglio lo stato in cui si trova il Comune, in primis per farmi un’idea oggettiva della situazione (non inficiata da personalismi miei) ma sopratutto per poter valutare l’efficacia del lavoro portato avanti fino ad ora, da chi ha avuto gli strumenti per prendere decisioni.

Ho volutamente evidenziato la parola efficacia: quanto scritto in questa breve lettera aperta non è né una critica né un’accusa; con efficacia si intende la capacità di mutare una situazione da uno stato iniziale ad uno stato migliore.

Nel caso specifico, mi sono chiesto se le scelte prese in passato siano state efficaci nel migliorare la condizione sociale ed economica del Comune.

Di seguito, riporto nella sua interezza la mia personale riflessione, maturata grazie a circa 2 anni di lavoro di raccolta e analisi di dati. È la stessa riflessione che mi ha spinto ad assicurare la mia completa disponibilità a candidarmi per il gruppo Insieme Per Perdifumo (e solo per quello, e con l’appoggio esclusivo alla mia capogruppo Avv. DE SIMONE, anche se in giro qualcuno mi da inserito in altre 2-3 realtà), della quale associazione faccio parte fin dalla fondazione, e nel momento in cui dovesse costituirsi la lista elettorale.

È ancora tempo di parlare di Gruppi (storici)?

Durante questi due anni, ho cercato di interagire (cosa che continuerò a fare anche per i prossimi mesi) con tutte le forze politiche presenti sul campo. Da alcune ho ricevuto aperture di dialogo, da altre sberleffi, da altre totale indifferenza.

Gli sberleffi e l’indifferenza sono le cose che più mi hanno incuriosito.

Qui, nel nostro Comune, anziché progettare il futuro con l’obiettivo di migliorare la vita di tutti, si preferisce rimanere nell’immobilismo affinché nulla cambi.

Per chi avesse letto il Principe di Machiavelli, sembra che vengano adottate le stesse tecniche e politiche di potere che mirano a garantire esclusivamente la permanenza del potere in mano al sovrano, ignorando totalmente che il sovrano è il primo suddito della popolazione, della quale ha l’obbligo morale di aver cura (tornerò dopo su quest’ultimo punto).

Non a caso, assistiamo ogni cinque anni all’utilizzo di questa pratica dalla dubbia morale, quando avvengono i famosi rimpasti (che si stanno tentando già da ora o che solitamente avvengono la sera prima delle elezioni o il mattino stesso della presentazione delle liste).

Queste azioni altro non sono che i tentativi di restare al potere ad ogni costo. È dal XVIII secolo che questi metodi in tutto il mondo sono spariti. Restano vivi ancora qui da noi. Non sarebbe più semplice invece costruire un programma serio, coordinato e sul quale ognuno mette la faccia?

È davvero troppo difficile far conciliare il bene pubblico con i propri interessi?

Ma andiamo con ordine. Cosa sta succedendo realmente nel nostro Comune?

Il declino demografico

Il primo punto che ho affrontato in questi due anni è stato quello relativo alla caduta demografica. L’obiettivo di questa analisi è stato quello di rispondere alla domanda “Come si sono ripercossi sulla popolazione gli interventi amministrativi messi in atto negli ultimi anni “?

Quello che segue è un breve sunto dei risultati ottenuti analizzando l’andamento demografico del Comune di Perdifumo. Lo studio è stato svolto sull’intervallo di date dal 2002 al 2020.

Ai fini dell’imparzialità di giudizio e per rendere replicabili le analisi, ho utilizzato esclusivamente dati Istat, di pubblico dominio e liberamente accessibili. Tuttavia, a riprova della veridicità dell’analisi è possibile far riferimento al PUC Comunale pubblicato sul sito del Comune dove sarà possibile ritrovare lo stesso trend.

Purtroppo, dati alla mano e senza possibilità di poter essere smentito o accusato di strumentalizzazione, è possibile notare subito che qualsiasi scelta sia stata presa negli ultimi 15 anni non ha invertito un trend negativo del numero di residenti. La figura successiva mostra il trend.

Andamento demografico nel Comune di Perdifumo.

Gli scenari che si vanno configurando per il nostro Comune sono essenzialmente due: Potremmo pian piano ridurci a paese Fantasma o in alternativa, trasformarci da borgo storico in un villaggio turistico estivo (notare anche che al decrescere della popolazione crescono gli stranieri residenti). La figura successiva mostra tale variazione.

Variazione popolazione rispetto a stranieri residenti.

I dati sembrano purtroppo suggerire che gli interventi messi in atto negli ultimi 18 anni non siano stati efficaci.

L’umore della cittadinanza.

Contestualmente alla raccolta di informazioni sull’andamento demografico, ho avviato un sondaggio anonimo nel Comune con il fine di sondare come venisse vissuta la situazione del Comune dai cittadini stessi.

Questo è stato un passaggio obbligato in quanto ho sentito la necessità di mettermi al riparo da “Bias da Conferma”, ovvero l’errore di prendere in considerazione solo quelle sensazioni e quei risultati che sarebbero stati comodi per giustificare una mia idea.

Di seguito riporto i risultati del sondaggio. Le immagini si commentano da sole pertanto mi limiterò ad aggiungere un piccolo commento alla fine del paragrafo.

Politica – ultimi 5 anni.
Economia – ultimi 5 anni
Fiducia nella politica anno 2020

Il sondaggio sembra purtroppo evidenziare una perdita di fiducia da parte dei Cittadini nella politica. Sembra esserci rassegnazione, il che è quanto di più pericoloso potrebbe accadere (chiarirò quest’ultima affermazione nel paragrafo finale).

Purtroppo, sembra che gli interventi degli ultimi anni oltre ad essere stati avvertiti in modo critico abbiano anche avuto come effetto secondario un allontanamento dei cittadini dalla politica stessa.

Politica che dovrebbe essere la scienza dell’amministrazione della cosa pubblica e non il comportarsi come carbonari (per quanto possa anche essere divertente e ambizioso farlo).

Prendersi cura o aver cura del Comune?

Il terzo punto che ho affrontato è stato quello di tentare di capire il tipo di gestione che è stata portata avanti in questi anni.

In particolar modo, ho tentato di capire se di Perdifumo ci si è presi cura oppure se di Perdifumo si è avuto cura. Sebbene l’ultimo periodo sembri uno scioglilingua, esiste una differenza sostanziale di significati operativi e anche morali.

Prendersi cura di qualcuno implica un’azione svolta dopo aver constatato un’oggettiva insufficienza o bisogno. È un’azione svolta con l’unico fine di eliminare l’insufficienza. Nel caso di un Comune, ciò può essere rapportato al risolvere i problemi se e quando questi ultimi emergono (o vengono segnalati) . Nel gergo sportivo si Identifica questa pratica come il “compitino” ovvero fare il minimo indispensabile per non avere problemi.

Aver cura di qualcuno invece implica eseguire azioni volte alla sua realizzazione, indipendentemente dalla presenza o meno di insufficienze o bisogni. Si ha cura di una persona (o di un posto) quando ci si impegna a migliorarlo, con l’obiettivo di fargli raggiungere la migliore condizione possibile.

Lascio aperta questa questione, chiedendo ad ognuno di voi di riflettere sulle due domande che mi sono posto anche io.

Negli ultimi anni ci si è presi cura o si è avuto cura di Perdifumo?

Mi auguro che nel momento in cui ognuno di noi sarà nell’urna, abbia trovato una risposta valida a questo quesito e che possa scegliere di conseguenza a chi affidare il Comune per i prossimi 5 anni.

Risvegliarsi dal torpore ed evitare la rassegnazione

L’ultima riflessione che mi sento di fare riguarda le “lamentele” circa il declino di questo Comune. Purtroppo, per iniziare, mi corre l’obbligo di ricordare quanto poco parte della nostra cittadinanza creda ancora nella politica e nella cosa pubblica.

Nella situazione alla quale si è arrivati (o alla quale siamo stati portati, voluta o no) è quasi impossibile fare politica sana, ovvero mettere in atto la scienza della cosa pubblica, ovvero proporre idee e progetti.

Accettando questa situazione di immobilismo, che dura da anni ormai, rischiamo di metterci nella condizione di lasciare alle nuove generazioni solo briciole e rottami (nonché il deserto) mentre Perdifumo continua a scrivere il proprio epitaffio.

Se accettiamo questa condizione di “indifferenza” e di “torpore” nella quale ci troviamo, altro non potremo che chiedere alle poche attività e ai pochi cittadini rimasti di comportarsi da cadaveri per bene e di attendere in silenzio la fine di tutto.

Tuttavia, ogni cinque anni vi è la possibilità di sentirsi di nuovo agli inizi. Perdifumo, se lo vorrà, potrà essere nuovamente all’inizio di una nuova avventura. Gli elettori avranno il potere di decidere quale strade far intraprendere al nostro Comune.

Se accettiamo di cambiare, è possibile sperare e trasmettere speranza, affinché la caduta degli idoli (la sana politica in questo caso) non significhi il crollo drgli ideali. Ripartendo da zero, si potrà inizialmente affrontare la quotidianità come una “corteccia provvisoria” che rinvii ad maiora.

Certo, nei prossimi mesi abbonderanno dichiarazioni altisonanti a favore dell’importanza del fare politica nei piccoli centri, del fare politica sul posto, di quanto sia importante prendere iniziative per favorire i giovani, creare lavoro e formare le nuove generazioni.

Scommetto che abbonderanno anche attivazioni di progetti e piccoli lavori pubblici (inutili).

Molti già si stanno riempendo (e altri si riempiranno) la bocca nei loro discorsi ufficiali su come far risorgere questo Comune.

Io invece mi sento semplicemente di chiedere a tutti di avere un minimo coraggio di cambiare e di rifiutare la concezione di clientelismo e utilitarismo.

Io l’ho già fatto. Se mi fossi conformato al modus operandi che vige in questo comune, non dovrei essere un candidato di Insieme Per Perdifumo, bensi avrei dovuto appoggiare qualcun’altro… perché qui si è sempre fatto cosi.

Ma la domanda da porre in questo caso è: “Quante decisioni efficaci e concrete sono state prese in passato?” e “quali risultati hanno avuto?”. Dati alla mano, abbiamo avuto perdita di popolazione, economia ridotta ad un mese e nessuno stimolo alla crescita economica o turistica del posto.

Comunque, i discorsi funebri possono e devono essere evitati.

Dobbiamo solo scegliere se far diventare (ritornare) Perdifumo ciò che realmente è oppure di farlo restare ciò che, purtroppo, è diventato.

Personalmente, vorrei invitare chiunque abbia voglia di dialogo a contattarmi. Gli indecisi, coloro che non credono nella politica, gli avverarsi, gli amici… chiunque abbia realmente a cuore le sorti di questo posto.

Posto dove molto presumibilmente i genitori di alcuni di noi moriranno e dove parte delle nostre nuove generazioni vivranno. Come vogliamo essere ricordati?

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